Chiagnete pure ma basta fottere

Oggi la Sardegna, ieri la Liguria, la Sicilia, la Toscana, la Calabria e domani chissà.

Sempre i soliti pianti, sempre i soliti proclami e poi giù, dai, torna a fottere.

Ma ora basta. Non ce ne frega nulla delle beghe dei vostri cazzo di partiti, dei vostri giochi di potere. Siete lì per lavorare per noi. Fatelo cazzo!

Dalle più alte cariche dello Stato all’ultimo amministratore locale, dal più importante funzionario di ministero al più oscuro impiegato comunale: siete lì per noi.

Siete lì per noi e non per spartirvi il territorio con le mafie, siete lì per noi e non per fare affari con gli speculatori, siete lì per noi e non per avvelenarci, affogarci, seppellirci.

Ne facciamo a meno dei funerali di Stato, vogliamo la vita.

Beatrice una di noi

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Ieri con le donne della rete 13 febbraio di Pistoia e del centro antiviolenza Libere tutte, sempre di Pistoia, e con le amiche e compagne di SNOQ Firenze sono stata al presidio di solidarietà per i familiari di Beatrice Ballerini, vittima di femminicidio, uccisa dall’ex marito quasi un anno fa.

Si celebrava la seconda udienza del processo con rito abbreviato e non volevamo lasciarli soli la mamma, il babbo e il fratello Lorenzo.

Non dimenticherò mai la mamma di Beatrice che con un soffio, in piazza, quasi smarrita, incredula, uscendo per un attimo dal dolore dice al marito: guarda quanti amici.

Non dimenticherò mai lo sguardo del padre: dentro un dolore lontano, profondo, infinito, impotente.

Non dimenticherò mai la forza di Lorenzo, il suo desiderio di giustizia e di memoria. Ha aperto un blog, per ricordare Cice. C’è dentro tutto il suo amore e la sua rabbia e il determinato auspicio che non accada più.

E non dimenticherò mai lo sguardo sprezzante, l’accenno di un sorriso di sfida dell’assassino, reo confesso, quando è sceso dal cellulare e ci ha viste, lì davanti a lui, in silenzio.

L’udienza si è conclusa con la richiesta di 30 anni da parte del PM ed è stata aggiornata alla prossima settimana.

Noi ci saremo, io ci sarò e invito le donne e gli uomini che rifiutano questa cultura di violenza a fare altrettanto nei loro territori: state vicini ai familiari nei processi per femminicidio.

Presenti, in silenzio, ma loro sapranno che non sono soli.

Ni una mas.

Zuppa inglese o tiramisù?

Io non scrivo trattati. Quelli li lascio agli esperti tuttologi  benaltristi che sprezzanti del pericolo, spaziando dallo stuzzicadenti alla petroliera, saranno in grado di rivelarvi LA verità.

Scrivo di sentimenti, emozioni, stati d’animo suscitati da quello che osservo intorno a me.

Ho amiche e amici eterosessuali , gay e transessuali e sapete quando me ne accorgo? Quando qualcuno di loro viene chiamato frocio di merda, quando qualcuno dice che sono malati.

E di tanti e tante sinceramente so solo che sono persone.

Perché non mi chiedo qual è il loro orientamento sessuale più di quanto mi chieda se preferiscano la zuppa inglese o il tiramisù.

Perché questo bisogno feroce di giudicare le vite altrui? Perché non investire il tempo che impiegate a giudicare senza capire, per migliorare le vostre vite e il vostro comprendonio?

E’ proprio indispensabile sindacare su cose che non vi riguardano e che spesso conoscete solo in modo superficiale e bigotto?

Io non mi sono mai sentita chiamare eterosessuale di merda e non venitemi a dire: logico, eterosessuale è normale, frocio è peccato.

Perché non c’è nulla di più anormale del peccato.

Non c’è nulla di più anormale delle verità assolute attraverso cui pretendere di regolare le vite degli altri.

Non c’è nulla di più anormale che sentirsi forti attraverso la discriminazione.

Ognuno a casa sua

Allora, mettiamo le cose in chiaro.

Io ci sto.

Ognuno a casa sua.

E ogni cosa a casa sua.

Comprese le risorse di cui spogliamo quegli stronzi che vengono a sporcarci il mare, che non hanno neanche la cazzo di decenza di morire con un minimo di educazione nel deserto senza venire a rompere i coglioni a casa nostra.

Senza venire a farci spendere soldi per i sommozzatori, per le bare, per i lager.

Ci sto.

E voi signori razzisti, ci state?

Ci state a rinunciare alle vostre macchine, alla vostra energia prodotta col loro petrolio e il loro gas, alla vostra tecnologia prodotta con i loro metalli, ai vostri gioielli prodotti con i loro diamanti, al vostro smartphone prodotto con il loro coltan, ai vostri abiti firmati cuciti dagli schiavi, alle vostre fabbrichette mandate avanti dagli schiavi, alle vostre verdure raccolte dagli schiavi, alle vostre case pulite dagli schiavi, ai vostri vecchi smerdati dagli schiavi?

Per me possiamo cominciare subito.

Ognuno a casa sua.

#SosteniamoCuntala

Ne avevo scritto tanto tempo fa di quanto i giochi possano essere una trappola sessista deleteria.

Cuntala, un progetto di Barbara Imbergamo, tra le fondatrici di Sociolab,  va ancora oltre e inventa giochi per bambini che annullino tutti gli stereotipi: quelli culturali, quelli sessisti, quelli razzisti.

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Con grande delicatezza e sensibilità accompagna le scoperte dei bambini attraverso il gioco, li guida a conoscere un mondo variegato e allegro e colorato nel quale le differenze sono una fortuna e una ricchezza.

Ieri è partito il crowdfunding : vi invito a sostenere questo progetto per un mondo in cui le opportunità siano davvero pari.

È dalle piccole cose che nascono i grandi cambiamenti.

www.cuntala.com

http://it.ulule.com/cuntala/

Lettera aperta a #Bondi

Caro, perfortunaex, ministro Bondi

Io tapina, ignorante e miscredente avrei bisogno che lei, sommo poeta e strenuo adoratore del pregiudicato, perfortunaex, presidente del consiglio, volesse gentilmente rispondere al mio quesito.

Per quale sconosciuto principio della termodinamica, per quale sconvolgente legge della fisica quantistica, per quale misterioso mistero della fede, in buona sostanza per quale cazzo di motivo lei troverebbe normale lo scoppio di una guerra civile se non fosse concessa la grazia al pregiudicato, perfortunaex, presidente del consiglio, mentre non la sfiora neanche il sospetto che questa soluzione sarebbe insopportabile per il cosiddetto popolo italiano da 20 anni deriso, preso per il culo, affamato, illuso, derubato che vede un evasore fiscale, responsabile del malgoverno che lo ha devastato, finalmente giudicato e condannato per le sue responsabilità, almeno quelle fiscali?

Nella mia ignoranza avevo pensato che la soluzione fosse già stata trovata.

In Cassazione.

Sandro… stacce.