La santa ipocrisia

artemisiaE riecco Bagnasco che torna a darci lezioni di famiglia sottolineando che demolirla è un crimine sputando così in faccia a quelle donne che hanno detto di no e per questo sono state uccise.

E subito dopo esprime un bel “raccapriccio” di circostanza per la violenza subita dalle donne, sorvolando sulla causa che la provoca e che sta in quel patriarcato di famiglia che lui stesso ci chiede di blindare.

Ricordo al cardinale che la maggior parte delle violenze sulle donne vengono agite proprio all’interno delle belle famiglie italiane, nelle quali ancora alberga spesso la malsana idea dell’obbedienza della donna all’uomo.

E vorrei anche ricordargli che quello che lui considera un vulnus, ovvero il riconoscimento di altri tipi di famiglia, in realtà scardina proprio il concetto di unicità e indissolubilità che sta alla base di molte violenze.

Le violenze, caro cardinale, si manifestano quando le donne dicono no al modello di sottomissione che da  sempre propagandate, le violenze sono il rifiuto dell’autodeterminazione delle donne, della loro affermazione come esseri autonomi e pensanti che non hanno bisogno della tutela che gli avete imposto per secoli.

Che vi piaccia o no la società cambia, le donne cambiano. Lentamente ma inesorabilmente. Fatevene una ragione.

P.S. A tutti e tutte: dopo le analisi, i discorsi, i dispiaceri vengono le azioni. I centri anti violenza hanno bisogno di finanziamenti. Le istituzioni hanno pochi fondi e a volte danno poca importanza a questa necessità. Ma noi possiamo fare qualcosa. Io sostengo Artemisia, il centro anti violenza di Firenze, col mio 5×1000. Fatelo anche voi. E’ gratis

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Spacciatori di odio

Ho aspettato, io miscredente, nel tentativo di farmi pervadere dallo spirito natalizio e poter rispondere con un minimo di autocontrollo al delirante sproloquio apparso su Pontifex qualche giorno fa a firma dell’ineffabile Bruno Volpe.

A frantumare ogni mio tentativo di civiltà sopraggiunge invece la predica natalizia trasudante carità cristiana del parroco di San Terenzo, don Piero Corsi, che riprende parte dell’autorevole analisi sostenuta sul bigo-blog per scaricare sulle donne la responsabilità dei femminicidi.

In sintesi estrema, se non facciamo più le cameriere-cuoche-lavatrici-stiratrici-tate-mammeatempopieno e osiamo perfino vestirci come ci pare senza la preventiva approvazione di santa romana chiesa e dell’uomo di turno cosa abbiamo da lamentarci se poi ci spaccano la testa a martellate, ci pugnalano, ci strangolano, ci corcano di botte, o ad andar di lusso ci violentano a causa di abiti succinti che gridano vendetta?

Certo, sono mascalzoni, considera il benevolo bigo-fox, prefigurando un lieve eccesso di legittima difesa per il colpevole, ma le attenuanti, signori della corte, ci sono tutte.

Non voglio dilungarmi in analisi, dimostrazioni, esegesi, confutazioni del tutto inutili per menti tanto oscurate, ma solo ricordare a questi campioni della cristianità che in 2000 anni, non grazie a dio, ma nonostante dio, l’affermazione dei diritti ha fatto seppur piccoli, ma significativi passi avanti, che viviamo in uno stato laico e non confessionale e che gradiremmo la smettessero di spacciare odio urbi et orbi.

Se volete la casa pulita, il pranzo pronto, i panni lavati e stirati, o pagate o alzate il culo e collaborate con le vostre compagne, mogli e perfino perpetue.

Se volete dirci come vestirci, beh… ciccia, non entra in trattativa.

E delirio per delirio esprimo il mio: una Costituzione finalmente emendata dell’orrido art. 7 che conferma i fascisti patti lateranensi, consegnando a costoro e alle alte gerarchie vaticane il diritto di impicciarsi in argomenti che non gli competono.

Pissenlove, eh!