#Firenze: a teatro la storia di Rossella Casini. Di mafie e logiche da clan!

Al di là del Buco

Rossella Casini Rossella Casini

Sono sempre molto perplessa quando si parla di donne e mafia. Nella migliore delle ipotesi sono descritte come giuste perché hanno scelto tra un patriarcato e l’altro, la mafia o lo Stato, i meccanismi impliciti a quel familismo amorale fatto di violenza e omertà e quegli altri in cui si esaltano gli “uomini” di Stato e il legalitarismo come unica strategia di sopravvivenza. Sono perplessa perché conosco a fondo il tema, ho cercato a fatica una sfumatura di antimafia che non fosse appiattita su ragioni filo/istituzionali, laddove in Sicilia si sono celebrate le legittimazioni di varie politiche repressive. Quelli delle leggi speciali antiterrorismo che ti piovevano a casa a tutte le ore a perquisirti l’anima con la speranza di trovare armi dove invece c’era solo un volantino erano poi gli stessi che si nutrivano della retorica del rappresentante dello Stato buono e onesto, l’uomo un po’ supereroe e…

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