La santa ipocrisia

artemisiaE riecco Bagnasco che torna a darci lezioni di famiglia sottolineando che demolirla è un crimine sputando così in faccia a quelle donne che hanno detto di no e per questo sono state uccise.

E subito dopo esprime un bel “raccapriccio” di circostanza per la violenza subita dalle donne, sorvolando sulla causa che la provoca e che sta in quel patriarcato di famiglia che lui stesso ci chiede di blindare.

Ricordo al cardinale che la maggior parte delle violenze sulle donne vengono agite proprio all’interno delle belle famiglie italiane, nelle quali ancora alberga spesso la malsana idea dell’obbedienza della donna all’uomo.

E vorrei anche ricordargli che quello che lui considera un vulnus, ovvero il riconoscimento di altri tipi di famiglia, in realtà scardina proprio il concetto di unicità e indissolubilità che sta alla base di molte violenze.

Le violenze, caro cardinale, si manifestano quando le donne dicono no al modello di sottomissione che da  sempre propagandate, le violenze sono il rifiuto dell’autodeterminazione delle donne, della loro affermazione come esseri autonomi e pensanti che non hanno bisogno della tutela che gli avete imposto per secoli.

Che vi piaccia o no la società cambia, le donne cambiano. Lentamente ma inesorabilmente. Fatevene una ragione.

P.S. A tutti e tutte: dopo le analisi, i discorsi, i dispiaceri vengono le azioni. I centri anti violenza hanno bisogno di finanziamenti. Le istituzioni hanno pochi fondi e a volte danno poca importanza a questa necessità. Ma noi possiamo fare qualcosa. Io sostengo Artemisia, il centro anti violenza di Firenze, col mio 5×1000. Fatelo anche voi. E’ gratis

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