Aborto: ancora non si rassegnano.

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Nell’ampio arco di scelta di quello che le donne devono subire da una società profondamente misogina e conservatrice, continua ad essere sottoposta a pesanti tentativi di manomissione la legge 194.

Fortemente compromessa dall’obiezione di coscienza e dai sedicenti movimenti per la vita, ora dovrà essere discussa dalla Corte Costituzionale il 20 giugno perché, a detta del giudice tutelare di Spoleto, che doveva esaminare la richiesta di interruzione di gravidanza di una ragazza minorenne, rappresenta una possibile lesione del diritto dell’embrione, in quanto uomo in fieri.

Non so se queste sono esattamente parole sue, che già sulla scelta della parola uomo ravviserei una scarsa attenzione alle questioni di genere (che comunque scarseggerebbe in chi ha scritto il pezzo, n’est pas?) ma trovo davvero raccapricciante questa morbosa attenzione verso l’embrione, considerato essere vivente secondo i ferrei canoni scientifici di santa romana chiesa, contrapposta alla totale indifferenza verso la donna, evidentemente mero contenitore senza valore di questa vita da proteggere.

La ragazza ha già abortito, ma se la Corte dovesse ritenere ammissibile il quesito sarebbe l’ennesimo attacco ad una legge fondamentale per la salute delle donne e per la loro autodeterminazione.

Non smetterò mai di chiedere allo Stato di essere laico e sottrarsi al controllo oscurantista della religione che in nome di una presunta fratellanza cerca di imporre la sua visione del mondo a chi non la condivide.

In parole povere ne avrei fin sopra i capelli di queste radici cristiane.

Su Twitter #consulta #save194 , una legge di libertà e di civiltà

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31 thoughts on “Aborto: ancora non si rassegnano.

  1. La liberta’di autodeterminarsi, e’fondamento per la nostra costituzione,la donna deve sentirsi libera,in quanto soggetto pensante,di decidere liberamente in relazione alle proprie inclinazioni, senza alcuna cercizione dall’esterno. Ogni donna e’un mondo a se’,le situazioni vanno oltremodo valutate caso per caso.

  2. una precisazione, senza entrare nel merito del resto. La chiesa non considera “uomo” o “vita”, l’embrione, ma proprio perchè “non sa” quando si diventi vivo e uomo (e con l’Anima), nel dubbio, sceglie di tutelare (coi suoi canoni, ovvio), il più debole, ovvero il più piccolo. Sulla qual cosa si può discutere, ovviamente, specie sui metodi e l’imposizione e la mancanza d’ascolto che spesso c’è. Volevo solo precisare questo, che manco per la chiesa un embrione è un uomo, quindi non ci sono criteri scientifici diversi, in questo caso. (ripeto, non entro nel merito del resto, anche perchè sul giudice avrei delle cose poco gentili da dire: non mi pare sia sancito dalla nostra legge che l’embrione ha diritti, quindi…)

    • L’allusione ai metodi scientifici della chiesa è ovviamente sarcastica, a ribadire le sue entrate a gamba tesa nelle leggi di uno stato e dal momento che parla di difendere la vita mi sembra evidente il suo pensiero che, finchè resta nel campo religioso non mi fa nè caldo nè freddo. Una religione può parlare ai suoi fedeli, nei termini che meglio crede, trovo inaccettabile che faccia pressing sulle istituzioni di uno Stato. Sul giudice mi astengo onde evitare querele.

  3. Ma la donna non potrebbe partorire e poi eventualmente dare in adozione il figlio?
    Tralasciando l’opinione della Chiesa (che a mio parere è comunque doveroso dica la sua su scelte etiche come questa) trovo difficile non credere che a 80-90 giorni dal concepimento, quell’essere non sia un essere umano (basta guardare foto e leggere qualcosa sulla gravidanza). Inoltre, perché non fate un giro in quelle associazioni pro-vita che “salvano la vita” a molti nascituri: parlate con le donne che hanno scelto di abortire e parlate con mamme che hanno fatto la scelta di tenere un bambino. E’ veramente una ferita che non si rimargina l’aver abortito.

    Non sia mai che un risentimento nei confronti della Chiesa o dello Stato offuschi la nostra opinione su temi come questo.

    Un mio pensiero, un pensiero di molti, e come tale va accettato.

    • Non è la libertà di pensiero che si vuole negare, anzi, è proprio quello che si vuole ribadire, insieme alla libertà di scelta. Chi difende la 194 non vuole certo imporne l’applicazione a chi non la condivide. Questa la differenza sostanziale fra le due posizioni. Le associazioni pro vita lasciamole da parte per favore, che spesso compiono atti di inaudita protervia nei confronti delle donne che scelgono l’aborto. Quanto alla sofferenza c’è chi se la porta dietro e chi no, non banalizziamo e non generalizziamo. Questo difendo, la libertà.

      • No, aspetta, perché mi giudichi subito senza nemmeno conoscermi?
        Io sto chiedendo, sto cercando di guardare da tutte le angolazioni possibili.
        Ti sto, proprio perché mi interessa, sapere quale sia il tuo punto di vista sull'”essenza del feto”. Credo che, ad oggi, non esistano prove scientifiche che ci fanno dire con totale certezza che quello è o non è un essere umano.

      • Ti giudico perchè la tua domanda, così come è formulata, implica un giudizio già formato, è la domanda che ci viene sbattuta in faccia regolarmente, da chi non accetta la 194. La scienza stabilisce il termine entro il quale, il feto non sarebbe capace di sopravvivere autonomamente. Fino a quel momento è la madre che è determinante e che può scegliere.

      • Ti chiedo scusa se la domanda era posta male. Io sono abbastanza ignorante in materia, e non mi intendo di termini tecnici. 🙂
        Io sto cercando soltanto di capire.
        Non ho nemmeno mai detto che non mi piace la legge attuale, anche perché credo di non averla mai letta per intero.

        Ho, ad esempio, proprio ora inserito la parola “feto a 2 mesi” su google immagini. Vedo un bambino in miniatura e sinceramente trovo difficile credere che non sia un bambino già formato.
        Il non riuscire a vivere autonomamente, mi viene in mente un neonato, o chi è in coma, che, mi pare ugualmente, non riesce a vivere senza l’aiuto di qualcun’altro.

        Il tema mi pare alquanto complesso e tu sembra che lo riduci di molto. Mi viene in mente anche la figura del padre. Forse si dovrebbe capire caso per caso, ma ad esempio di fronte ad un padre che vuole il figlio e una madre che non lo vuole come la mettiamo? Non è di certo semplice capire quale sia la cosa giusta da fare.

        Ho sentito persone che gradirebbero l’aborto fino al nono mese per donne che hanno subito violenza sessuale, ma non vorrebbero legalizzare l’aborto per tutti gli altri casi. Ho sentito, in tanti anni, molte opinioni diverse.

        E tu, come la vedi?

        (ho scritto un poema sorry) 🙂

      • Io la vedo che siccome appunto, si deve decidere caso per caso, si deve lasciare la libertà di scelta, ovvero di decisione, attenendosi a quello che la scienza ci dice sulle possibilità di vita autonoma. E quindi anche decidere di non abortire, cosa che non è messa in discussione da chi difende la 194, of course! Mentre è inaccettabile il contrario. Quanto alle foto su Google, non saprei, non lo riterrei fonte di rigore scientifico.

      • Grazie, sto iniziando a capire il tuo punto di vista.
        Le foto di Google certo non dico siano affidabili al 100%. Dipende anche dal sito dal quale vengono prese, spesso siti “di parte”. Però c’è da dire che fa un certo effetto, non trovi? La foto di un feto a 2 mesi sarà quella, trovo difficile pensare che siano state modificate, anche perché ricordo bene i filmini della gravidanza di parenti e amiche.

        Da uomo (maschio) mi sento un po’ combattuto e potrei esclamare “son fregato”. Probabilmente la mia scelta di avere un figlio non è libera, ma legata alla voglia o meno di averne della mia partner.

      • In una coppia che funziona credo le decisioni si prendano in due, non credi? E se la donna ha bisogno di decidere da sola senza il supporto del suo compagno credo che si debbano rivedere delle cose. Quindi, da uomo, mi preoccuperei di costruire un bel rapporto, aperto, di condivisione, di comprensione, di amore e non di possesso 🙂

      • Sì, questo è ovvio.
        Io comunque ho una mia idea personale.
        Una donna se vuole abortire, e il suo partner è d’accordo, può farlo liberamente. Ma solo se prima di prendere la decisione ha parlato con “medici e personale competente”, psicologi e altre donne (almeno 2) che hanno fatto la scelta di abortire anni prima e altre donne (almeno 2) che hanno fatto la scelta di non abortire.
        Non so se questo la legge lo dica, ma penso che sia giusto inserire questa cosa. La donna veramente libera di scegliere ha prima visto attentamente tutte le facce della medaglia. Per tutelare il nascituro ok, ma anche per tutelare se stessa ed eventuali problemi futuri (fisici o psicologici).

      • Ci sono i consultori per questo lavoro di supporto, conn psicologi e personale competente. Peccato vengano vengono boicottati dai cosiddetti prolife, che vanno a fare terrorismo psicologico, peccato che siano tagliati i fondi, come pure ai centri antiviolenza, peccato che siamo in un paese nel quale ci si piega al Vaticano potenziale fabbrica di voti, anzichè garantire i diritti di tutti i cittadini. Concedere una scelta non vuol dire obbligare tutti a compierla.

      • Tirare sempre in mezzo il Vaticano però non mi sembra un atto molto intelligente. Ripeto, trovo giusto che, in temi come questo, il Vaticano dica la sua: e non la sua dettata da qualche cardinale o papa, ma dica il volere della società cattolica, di quella parte della popolazione che la pensa diversamente da chi accetta l’aborto.

        Un’altra cosa mi viene in mente e che, realmente, avrei proprio bisogno di sapere, ma anzi, non solo sapere, ma conoscere:
        sappiamo di molte donne che, dopo aver abortito, hanno avuto incubi, sofferenze e il rimorso l’ha divorate negli anni (io ne conosco personalmente).
        Purtroppo però non conosco donne che invece hanno avuto la situazione opposto: ovvero donne che hanno tenuto il bambino, hanno partorito e ne sono rimaste deluse, hanno sofferto e si sono pentite di tale gesto. Ecco mi piacerebbe andare alla ricerca di queste donne che, se esistono, evidentemente sono ben nascoste da questo “regime poco democratico” che abbiamo qui in Italia.

      • Io credo invece che il vaticano sia il 90% del problema. Ha tutto il diritto di parlare ai suoi fedeli, ma non quello di impicciarsi nelle leggi dello Stato. E’ già abbastanza grave il danno a livello culturale, figuriamoci se si deve dargli spazio nelle decisioni di uno Stato Laico.

      • finché dice la sua è giusto! l’importante è che non entri a far leggi nello Stato con sotterfugi e accordi sottobanco!

        Oltre a questo ,non hai risposto alla mia seconda domanda.
        Non ti viene in mente che sarebbe interessante, sia a favore, o eventualmente a sfavore anche della tua tesi, conoscere donne che si sono pentite della scelta di non abortire?

      • E’ da quando avevo 15 anni che seguo l’argomento e ho parlato con donne che hanno fatto ogni tipo di esperienza al riguardo. Per questo ci deve essere la libera scelta e se la legge fosse applicata nella sua interezza e non ostacolata dai bigotti, che poi magari nel chiuso delle loro case massacrano mogli e figli, o nella penombra delle sacrestie molestano i bambini, sarebbe un’ottima legge che prevede l’assistenza in tutte le fasi anche in quella di una scelta consapevole che può essere quella di non abortire.

      • Quindi, scusami se insisto, conosci, personalmente, donne che si sono pentite di non aver abortito?

      • Non immagini quanto mi piacerebbe conoscerle, parlarci…
        🙂
        Comunque, grazie della chiacchierata con scambio di opinioni, per me sicuramente costruttiva. 🙂

  4. E vogliamo parlare della posizione della Chiesa sulla contraccezione (che eviterebbe un sacco di aborti con tutto quel che ne consegue)? Quando seguii (il perché ve lo risparmio) il corso prematrimoniale ci spiegarono che la contraccezione equivaleva ad un aborto…

    • Ma e’ tanto brutto farlo nascere e disconoscerlo ? E’ un diritto per la madre non essere indicata nell’atto di nascita.

      • E’ brutto essere obbligate a farlo. Come è possibile che il concetto di scelta e autodeterminazione sia così rifiutato?

      • L’autodeterminazione e la liberta’ non significano che posso fare sempre quello che voglio. Ne’ alle cose ne’ alle persone. Tanto piu’ se gli embrioni non sono solo miei ma sono fatti insieme ad altri, e gli altri non hanno l’autodeterminazione che tu chiedi.

      • Non voglio insistere, ma ho capito cosa volevi dire, anche se ci ho messo qlc giorno. Per me la vita e’ un concerto, per te un brano per solisti.

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