L’amore ai tempi di Nardella

Poteva il delfino esimersi dall’emulare la furia pedonalizzatrice di cotanto predecessore che in una pausa di riposo nella scalata all’impero intergalattico per ora fa il presidente del consiglio?

No, scoprono sconsolati i naufraghi abitanti dell’Oltrarno già vittime delle magnifiche pedonalizzazioni e progressive di Matteo.

Dopo essersi faticosamente adattati alla nuova viabilità ed essersi rassegnati al giropesca e alle gare di parcheggio, durata media 40 minuti, certo sempre meno di un Gran Premio ma provate voi a farle tornando a casa dopo una giornata di lavoro e l’immancabile sequela di code nella demenza del traffico fiorentino, i nostri naufraghi avranno ora il magnifico regalo di Natale della chiusura di piazza del Carmine, con tanto di concerto gezz che celebrerà l’evento la notte di Capodanno.

Perché pedonalizzare è fico e allora si celebra col gezz, tamarri che non siete altro che vi devo insegnare tutto io.

Certo, non sarà fico come pedonalizzare piazza Duomo consegnandola a orde di turisti e movidaioli che così possono pisciare sulle mura della cattedrale senza rischiare di essere investiti e per di più desertificando via Martelli, certo non sarà glamour come pedonalizzare piazza Pitti e ridurre l’inquinamento percorrendo otto chilometri anziché due ma tant’è.

Il delfino si accontenta degli avanzi della pedonalizzazione a macchia di leopardo e della pianificazione a come mi son svegliato stamattina, ma la fa anche lui, cazzo!

L’operazione parte oggi, vi terrò aggiornati.

Questi stronzi che continuano a morire

Eppure è chiaro: Eternit, prescrizione, tutto finito.

Troppo tempo è passato. Non si può pensare di stressare un onesto capitalista per così tanto tempo con quisquilie come la morte.

E’ il denaro che fa girare il mondo, l’economia, i consumi. Non disturbate.

Quel piccolo fastidioso particolare di vite cancellate e di vite sospese in attesa che succeda e nella speranza che no, forse me la scampo, ha francamente rotto i coglioni.

“Ora basta processi ingiustificati” è il grido di dolore dell’imputato.

Lasciateli uccidere in pace.

Quel dito medio

Non entro nel merito della sentenza di assoluzione per gli imputati della morte di Stefano Cucchi, che pure lascia sgomenti. Non ho le competenze giuridiche per farlo.

Mi arrogo però le competenze umane per ribellarmi all’omertà di Stato.

Mi arrogo le competenze umane per inorridire davanti a quel dito medio che mostra il disprezzo di chi si sente immune, al di sopra di tutto e tutti, in un delirio di onnipotenza e di assoluta noncuranza delle vite altrui.

Posso capire il sollievo per l’assoluzione ma non posso capire questa mancanza di umanità da parte di chi dovrebbe essere delegato a proteggerci.

Non posso capire la totale assenza di empatia verso una famiglia che convive da cinque anni col dolore e con l’orrore.

La corte dice che siete innocenti: a me fate comunque paura.

Per un amico

Arriva una telefonata e ti dice che non vedrai più quel sorriso contagioso, il brillio di quegli occhi che abbracciano il mondo.

Era naif, uno degli ultimi ingenui, uno che gli volevi bene subito perché lui subito voleva bene a tutti.

Eppure aveva incontrato i pregiudizi,  le piccole grandi invidie, la diffidenza di chi pensa che se sei così gentile hai per forza qualcosa di terribile da nascondere.

Ed era vero, in fondo, perché nascondeva la sofferenza con la gioia.

Perché ad un certo punto aveva scoperto che la vita, per quanto strana, per quanto dolorosa e tormentata, è comunque bella se riesci a far sorridere qualcuno ogni giorno. E lui sorrideva. Sorrideva perché fosse più bella per tutti. Lo regalava, quel sorriso, a chiunque avesse la fortuna di incontrare il brillio dei suoi occhi.

#Firenze: a teatro la storia di Rossella Casini. Di mafie e logiche da clan!

Al di là del Buco

Rossella Casini Rossella Casini

Sono sempre molto perplessa quando si parla di donne e mafia. Nella migliore delle ipotesi sono descritte come giuste perché hanno scelto tra un patriarcato e l’altro, la mafia o lo Stato, i meccanismi impliciti a quel familismo amorale fatto di violenza e omertà e quegli altri in cui si esaltano gli “uomini” di Stato e il legalitarismo come unica strategia di sopravvivenza. Sono perplessa perché conosco a fondo il tema, ho cercato a fatica una sfumatura di antimafia che non fosse appiattita su ragioni filo/istituzionali, laddove in Sicilia si sono celebrate le legittimazioni di varie politiche repressive. Quelli delle leggi speciali antiterrorismo che ti piovevano a casa a tutte le ore a perquisirti l’anima con la speranza di trovare armi dove invece c’era solo un volantino erano poi gli stessi che si nutrivano della retorica del rappresentante dello Stato buono e onesto, l’uomo un po’ supereroe e…

View original post 1.533 altre parole

Crowdfunding Ultimo Domicilio

DonneViola

locandina-ultimo-domicilio_sconosciuto2

Alcuni mesi fa abbiamo avuto la fortuna e l’onore di poter assistere alla rappresentazione teatrale Ultimo domicilio: sconosciuto.

Uno spettacolo che prende spunto dalla storia di Rossella Casini e che mette in circolo emozioni profonde.

Della storia di Rossella ne abbiamo parlato qui grazie un “a tu per tu” con Giusi Salis.

Oggi, per portare avanti i numerosi progetti che si ricollegano a questa rappresentazione, vi è la necessità di reperire i fondi.

Si può contribuire fino al 10 aprile anche con piccole donazioni, ed è possibile farlo da qui:

http://it.ulule.com/ultimo-domicilio/

Riportiamo di seguito alcune info per capire l’importanza di questo progetto :

A cosa servono i fondi ?

Ci serve il vostro aiuto perché i professionisti che si dedicano al teatro civile e che collaborano con noi vivono di questo lavoro e non è giusto e possibile chiedergli di farlo sempre senza compenso.

Il loro lavoro di ricerca…

View original post 380 altre parole